Indice

                                                                                    

Il castagno

Antichi sistemi di misura

Il castagno nella medicina

La lavorazione delle castagne

Il mulino e la molitura

La conservazione della farina

La castagna in cucina

Poesie

 Albero dal tronco eretto e robusto, assai ramificato, alto sino a 20-35 metri, è una pianta secolare; la corteccia liscia e dal colore bruno-rossastro da giovane, diventa grigio-olivastra rugosa e profondamente screpolata con l'età.
Le foglie sono a lamina oblungo-lanceolata ornata ai margini da numerosi denti. Il frutto della pianta, la castagna, è commestibile ed ha costituito nel passato una fondamentale base di alimentazione per le popolazioni della montagna.
L'area di diffusione del castagno è molto ampia: comprende tutto il bacino mediterraneo, dal Caucaso attraverso la Russia meridionale (Crimea e Ucraina), la Germania e l'Inghilterra meridionale fino al Portogallo, interessando tutti i paesi del sud Europa e raggiungendo il sud della Turchia, la Siria, la Tunisia, l'Algeria, il Marocco, Madera e le Canarie.
La fascia altimetrica dove il castagno prospera è chiamata castanetum ed è considerata tra i 300 e 1000 metri di altitudine; ma detta fascia altimetrica può variare in base alla condizione climatiche della zona: prospera nelle Alpi fra i 200 e 1000 m.; negli Appennini fra i 200 e i 1200 m..
Il castagno in Garfagnana e Lunigiana vive e vegeta molto bene tra i 200 e i 1200 m., essendo vallate con un clima abbastanza temperato.
Oltre al frutto, fino ad alcuni anni fa, della pianta nulla andava sprecato: il legno di colore bianco, giallastro e bruno, leggermente venato e con molti nodi, resistente all'usura, all'umidità, durevole e di buona lavorazione, dalla compattezza ed elasticità medie era impiegato per riscaldare, per costruire molti tipi di serramenti, infissi, pavimenti, travature di botti, per la recinzione dei prati di montagna e mezzacosta e per fabbricare la maggior parte degli utensili da lavoro e del mobilio; le foglie venivano raccolte per preparare la lettiera degli animali e, colte verdi alla fine di agosto, infilzate e messe a seccare all'ombra, erano utilizzate come isolante tra il recipiente di cottura ed alcuni cibi al posto dell'olio; il terriccio che si forma nel tronco incavato è ancora oggi uno dei migliori fertilizzanti naturali.
Le foglie, il legno e la corteccia contengono tannino, utilizzato come sostanza medicinale e come colorante.
Con la metà del secolo scorso e con il relativo sviluppo industriale, la coltura del castagno comincia a diminuire, in seguito anche al progressivo spopolamento dei paesi di montagna. Le diverse condizioni sociali e l'attacco del "cancro americano" e del "mal dell'inchiostro" (malattie parassitarie e dovute a funghi) hanno fatto sì che molti castagni siano stati tagliati e trasformati in cedui. Ciò ha determinato una perdita non solo dal punto di vista economico ma anche del paesaggio.