L'origine delle specie (titolo completo: Sull'origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita), del naturalista inglese Charles Darwin, è una tra le opere cardine nella storia scientifica.

Pubblicata per la prima volta il 24 novembre 1859, in essa Darwin spiega con "una lunga argomentazione" la sua teoria, secondo cui "gruppi" di organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso il processo di selezione naturale, un meccanismo che venne illustrato per la prima volta ad un pubblico generico proprio grazie a questo libro. L'opera contiene dettagliate prove scientifiche che l'autore ebbe il tempo di accumulare sia durante il viaggio del HMS Beagle nel 1830 che al suo ritorno, preparando diligentemente la sua teoria e, contemporaneamente, rifiutando quella più in voga fino a quel tempo, il creazionismo, che ritiene le specie, essendo create da Dio, perfette ed immutabili.

La teoria dell'evoluzione di Darwin si basa su cinque punti chiave:

1.       Le specie producono numerosi discendenti che possono raggiungere lo stadio adulto.

2.       Le popolazioni rimangono all’incirca delle stesse dimensioni, con piccole fluttuazioni.

3.        Le risorse di cibo sono limitate, ma relativamente costanti per la maggior parte del tempo. Da queste prime tre osservazioni è possibile dedurre che verosimilmente in ogni ambiente ci sarà tra gli individui una lotta per la sopravvivenza.

4.       Con la riproduzione sessuale non sono prodotti due individui perfettamente identici. Abbiamo una notevole variazione.

5.       Gran parte di questa variazione è ereditabile.

Per queste ragioni Darwin afferma che: in un mondo di popolazioni abbastanza stabili, dove ogni individuo deve lottare per sopravvivere, quelli con le "migliori" caratteristiche avranno maggiori possibilità di sopravvivenza e così di trasmettere i geni favorevoli ai loro discendenti. Col trascorrere delle generazioni, le caratteristiche vantaggiose diverranno dominanti nella popolazione. Questa è la selezione naturale.

Darwin afferma inoltre che la selezione naturale, se si trascina a lungo e se intervengono alcuni fattori abiotici, produce dei cambiamenti in una popolazione, conducendo eventualmente alla formazione di nuove specie.

Gli esseri viventi si evolvono, l'evento iniziale, la mutazione è un fatto fortuito, un caso; una volta iscritto nei geni degli esseri viventi esso viene replicato, tradotto fedelmente in miliardi di copie ed è soggetto alla selezione, della necessità.