Nuove linee di studio si basano sull’uso di mutanti nutrizionali per l’assegnamento di geni ai vari cromosomi.

Questi mutanti nutrizionali (auxotrofi) di hamster cinese sono prodotti con sostanze chimiche che hanno proprietà mutagene (Migeon e Miller (1968) – Human-mouse somatic cell hybrids with single human chromosome (grup E) link with thymidine kinase actyvity. Science n. 162 pag. 1005).

Per isolare certi mutanti nutrizionali è stato usato un terreno minimo addizionato con 5BUdR; questa sostanza è incorporata nel DNA delle cellule e ne provoca la morte quando sono illuminate con speciali lampade fluorescenti.

Dopo aver trattato le cellule con un agente mutageno, esse sono inoculate su terreno minimo alla presenza di 5BUdR.

Le cellule che hanno avuto una mutazione “nutrizionale” non riescono a svilupparsi su terreno minimo; le cellule che non hanno avuto mutazione (prototrofe) si sviluppano su terreno minimo per cui incorporano nel loro DNA il 5BUdR, diventando così facilmente eliminabili.

Il gruppo di Puck e Kao (1969 – Complementation analysis of glicine requiring mutants – Proc. Natl. Acad. Sci. USA n. 64 pag 1284) con questa tecnica ha isolato diversi mutanti che in seguito sono stati adoperati in esperimenti d’ibridazione.

Gli ibridi tra due linee (gly-) e (hyp-) sono capaci di crescere su un terreno minimo; questo fatto ci dice che esiste una complementazione tra i genomi delle due specie cellulari e la matura recessiva dei due mutanti nutrizionali.  Incrociando (gly-) con (gly-) o anche (gly-) con (gly-, hyp-, thy-) si è notato sviluppo su terreno minimo per cui si può pensare di essere di fronte a mutanti allo stesso locus ma interessanti siti mutazionali diversi in modo da rendere possibile una complementazione intragenomica.

Questi mutanti nutrizionali potrebbero anche essere usati per la localizzazione dei geni sui cromosomi nelle cellule dei mammiferi.

Per esempio si potrebbe fare la fusione di cellule umane normali con linee monosomi che cellulari di hamster (o anche di topo) portanti una deficienza nutrizionale specifica; selezionando le cellule in opportune condizioni e supponendo che il clone che sopravvive porti il cromosoma, che compensa la deficienza nutrizionale della cellula del topo, si può stabilire su quale cromosoma, il gene è localizzato.