Un lavoro di fondamentale importanza per lo sviluppo di una genetica delle cellule somatiche nei mammiferi è stato quello di Littlefield (1964 – Science n. 145 pag. 709) il quale ha adattato agli ibridi cellulari un sistema selettivo proposto da altri ricercatori (Szybalski e altri – 1962 – Nat. Cane Inst. Monogr. N. 7 pag. 75) per altri scopi. Littlefield (1966 – Exp. Cell Res n: 41 pag. 190) usò nel suo esperimento due linee cellulari di topo che differivano per due marcatori biochimici: una linea era resistente alla 8-azaguanina (8-aza) e l’altra alla 5-bromodesossiuridina (5BUdR). Questa resistenza è dovuta a mutazioni al livello dei geni strutturali che controllano la sintesi di due importanti enzimi del metabolismo degli acidi nucleici: la timina chinasi (TK) e l’ipoxantinaguaninafosforibosiltransferasi (HGPRT). Questi due mutanti furono ottenuti selezionando la stessa linea cellulare con 8-azaguanina (HGPRT-) e separatamente con 5BUdR (TK-). Ponendo queste due linee in co-coltura e addizionando al terreno ipoxantina, aminopterina e timina (HAT) furono isolati i rari ibridi somatici. La specificità del terreno HAT sta nell’aminopterina che è un’antagonista dell’acido folico e blocca la sintesi de novo delle purine e pirimidine. I mutanti TK- e HGPRT- non possono utilizzare la timidina e l’ipoxantina presenti nel mezzo per cui muoiono, mentre l’ibrido cellulare sopravvive fornendo la prova che esiste una complementazione tra i genomi in questi ibridi intraspecifici.

Altri ricercatori (Grzeschik – 1972 – Proc. Nat. Acad. Sci. USA n.1 pag.69) hanno modificato il sistema selettivo di Littlefield usando un solo marcatore biochimico. Per questo motivo hanno denominato il loro sistema “Half selective”.

Il vantaggio maggiore di questo sistema consiste nel fatto che esso può essere più diffusamente impiegato.