Il concetto base del sistema di mappatura del genoma dei mammiferi è alquanto semplice e razionale.

Se dei geni sono associati, essi avranno la tendenza negli ibridi cellulari di origine indipendente a essere persi o trattenuti insieme. Inoltre la presenza o l’assenza di determinati fenotipi e di determinati cromosomi può fare presumere un linkare tra un particolare gene e un particolare cromosoma.

Questa rappresentazione tuttavia è alquanto semplicistica. Esistono, infatti, ampie possibilità di ottenere risultati di linkare positivi in maniera errata e negativi in maniera errata.

I motivi per cui sono possibili questi errori sono diversi e non sono inoltre comuni a tutti gli ibridi.

In linea generale si può dire che le grosse fonti di variazione sono sostanzialmente le seguenti:

1.      Eliminazione non random dei cromosomi. Quando, infatti, si verifica questo caso, è molto facile incorrere in errori di associazione tra geni. Tuttavia un’accurata analisi citologica può senz’altro far superare questo problema.

2.      Riarrangiamenti cromosomici. Non si verificano in tutti gli ibridi pur tuttavia è necessario poter disporre di tecniche sufficientemente sensibili al rilevamento di eventuali traslocazioni. Se queste, infatti, non sono identificate, si può incorrere nell’errore di mappare un gene o gruppi di geni in maniera errata. Un altro accorgimento è di ottenere la ripetibilità del dato sperimentale operando su popolazioni ibride cellulari di origine indipendente. A parte questi svantaggi, le traslocazioni hanno acquistato in questi ultimi anni una particolare rilevanza perché con esse è stato possibile fare un notevole passo avanti nel mappaggio genetico. Infatti, supponendo che la traslocazione avvenga a caso, lungo un cromosoma del quale sono noti almeno due marcatori, si può misurare la distanza di questi misurando la frequenza di rottura del gruppo di associazione.

3.      Espressione genetica. Se si vuole correlare la presenza di un cromosoma con l’espressione di una particolare funzione, è necessario trovare una relazione che lega i due fatti: in altre parole si deve verificare che tutte le funzioni delle cellule parentali siano espresse nelle cellule ibride. Sfortunatamente questo non si verifica per cui esistono dei seri limiti al numero di funzioni che possono essere studiate.

È comunque chiaro che esiste la possibilità reale di fare un’analisi genetica formale nelle cellule somatiche, possibilità che senz’altro diventerà notevole quando con opportuni accorgimenti tecnici si riuscirà a ovviare ad alcune difficoltà intrinseche al sistema.

I vantaggi di questo sistema saranno senza dubbio notevoli per quegli organismi il cui tempo di generazione è molto lungo: questo è il caso dell’uomo.

I limiti di questo sistema comunque non permetteranno mai che esso possa sostituirsi completamente ai metodi classici di analisi genetica, ma senz’altro ci sarà una vantaggiosa complementazione tra di loro.

 

Scritto a marzo del 1974<